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ATTRATTIVO LIQUIDO PER VESPA VELUTINA 1L

0986

Nuovo prodotto

Attrattivo liquido per Vespa velutina.

Flacone da 1l (consente circa 100 trappolaggi)

Prodotto da diluire (vedi dosaggi riportati sotto)

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Dettagli

MODO D'USO:

Il prodotto non deve essere utilizzato puro, ma diluito come segue:

10 ml liquido attrattivo

200ml acqua

50g di zucchero

ESTRATTO DA:

IL CALABRONE ASIATICO (VESPA VELUTINA): MONITORAGGIO E TRATTAMENTO - A CURA DELL'UNIVESITA' DEGLI STUDI DI TORINO - DISAFA

Ricerca e monitoraggio L’arrivo del Calabrone asiatico Vespa velutina in Italia impone la sollecita adozione di una serie di misure che consentano di segnalarne tempestivamente la presenza, in questo modo sarà possibile individuare e distruggere i primi focolai, al fine di arrestare, o almeno rallentare, la diffusione di questo nuovo flagello nel nostro Paese. La presenza del Calabrone asiatico può essere agevolmente osservata in apiario mentre vola davanti alle porticine per catturare le bottinatrici; in alternativa, si possono installare nelle vicinanze degli alveari semplici trappole a bottiglia.

 A questo scopo si possono efficacemente utilizzare bottiglie di plastica trasparente non colorata, dotate di tappi TapTrap® che hanno fornito buoni risultati nelle stazioni di monitoraggio attivate negli anni passati in Liguria e Piemonte. Il tappo è relativamente economico e di lunga durata; l'aggancio/sgancio dalle bottiglie richiede pochi secondi e tutta l'operazione avviene velocemente; le bottiglie sono riciclate. Le trappole possono essere sistemate nei diversi ambienti senza limitazioni, appendendole a rami di alberi e arbusti, oppure a ganci realizzati appositamente, a una altezza dal suolo di 1,50-1,80 m (Figura 1 e 2). Negli apiari, tenuto conto del comportamento di caccia dei calabroni, potrebbe essere opportuno collocare le trappole ai lati delle file di alveari, a 20-50 cm circa dalla parete dell’arnia e ad altezza non superiore al livello del tettuccio; qualora si osservassero anomale catture di api occorrerà distanziarle maggiormente. Le bottiglie devono essere svuotate periodicamente, a cadenza settimanale o al massimo quindicinale, possibilmente sempre lo stesso giorno della settimana. Questa cadenza di prelievo è necessaria per poter ricostruire, a posteriori, l’andamento della presenza del calabrone nei diversi ambienti. Il contenuto della bottiglia può essere versato in un colino per recuperare tutti gli insetti catturati; questi devono poi essere introdotti in un contenitore (quelli di polistirene trasparenti per alimenti di 15 x 20 x 3 cm con coperchio sono molto adatti), disposti su un foglio di carta assorbente (Figura 3). I contenitori devono essere conservati in congelatore fino al momento della spedizione al laboratorio che eseguirà l’analisi del contenuto. Per consentire a chi controllerà il materiale di avere i dati necessari, occorre annotare sul coperchio o sul foglio di carta inserito nel contenitore le indicazioni: località, data di collocazione e di svuotamento, andamento climatico del periodo. Di ogni postazione è necessario rilevare informazioni generali riguardanti: coordinate geografiche, quota s.l.m., tipologia dell’ambiente nel raggio di 1 km, indicazione delle più vicine stazioni meteo da cui si possano ottenere i dati. Il ritrovamento, anche solo sospetto, di V. velutina, soprattutto in località diverse da quelle già note, deve essere immediatamente segnalato alle Associazioni apistiche locali e all’Osservatorio di Apicoltura “Don Giacomo Angeleri” dell’Università di Torino (www.vespavelutina.unito.it), per consentire di disporre di un quadro aggiornato della situazione in Italia e per tentare l’eradicazione dei nuovi focolai. Scopo del monitoraggio è sapere come V. velutina si stia diffondendo sul territorio nazionale; questa informazione non deve restare fine a se stessa, ma deve essere utilizzata soprattutto per intervenire tempestivamente e distruggere le colonie prima che allevino le nuove regine. L’osservazione della direzione di volo dei Calabroni può servire per cercare di localizzare i nidi, ma in ambienti impervi e boscosi questo risultato è molto difficile da ottenere senza l’ausilio di adeguate apparecchiature elettroniche. Le stazioni di monitoraggio consentono inoltre di sapere quali altre specie siano presenti (altre vespe, api, altre api selvatiche, ditteri, lepidotteri, ecc.) e per valutare l’impatto sull’ambiente di tale prelievo. Cattura massale Per quanto riguarda la cattura massale (trappolaggio), non è ancora stata trovata una soluzione risolutiva. I numerosi tentativi per contrastare V. velutina in Francia non hanno impedito che si diffondesse su oltre il 75% del territorio. Occorre non farsi prendere dall'emotività e inseguire l’idea che l’ultimo consiglio ricevuto dall’amico/conoscente sul tipo di trappola e/o attrattivo possa essere quello risolutivo. L'aspetto veramente importante è la verifica rigorosa degli insetti catturati (periodo di presenza, quantità, ... ) e la comunicazione dei risultati a chi lavora per avere la visione globale del fenomeno. Nei nostri ambienti, dove il Calabrone asiatico è appena arrivato, il trappolaggio primaverile nelle zone di prima introduzione potrebbe rivelarsi utile per catturare le fondatrici che escono dai rifugi invernali per fondare i nidi primari, al fine di cercare di ridurne l'espansione sul territorio. I francesi sconsigliano invece questa attività nelle zone nelle quali l'insetto si è ormai stabilizzato, perché ritengono che la competizione tra le regine per le risorse e per i siti di nidificazione sia causa di stress con conseguente mortalità, in misura tale da essere più efficace del trappolaggio medesimo.