La sciamatura: cos'è e come evitarla

Pubblicato : 27/03/2019 17:10:33
Categorie : Apicoltura Pratica

LA SCIAMATURA

che cos'è e come evitarla

apicoltore che raccoglie sciame di api

CHE COS’E’

La sciamatura tecnicamente è il metodo di riproduzione delle api.

L’ ape regina parte in volo seguita da un numero variabile di api operaie, talvolta molto cospicuo, dividendo in due la famiglia di origine.

Imbattersi in uno sciame può essere impressionante: le api si levano numerose con gran rumore di volo e creano una vera e propria nuvola scura che vortica nel cielo, finchè tutte non si saranno posate in un punto prestabilito per costruire il nuovo nido.

Di solito a spiccare il volo è la regina “vecchia”

L’arnia da cui è partito lo sciame è detta ORFANA poiché SENZA REGINA: le api provvederanno autonomamente ad allevarne un’altra.

La sciamatura avviene in Primavera, indicativamente in Piemonte nelle prime settimane di Maggio ma ovviamente non è possibile stabilire una data precisa e varia anche in base all’altitudine cui si trovano gli apiari.

Occorre infatti fare attenzione a quando si portano in montagna le api per il nomadismo, dopo il raccolto di acacia perchè potrebbero ripresentarsi le condizioni favorevoli ad innescare la febbre sciamatoria.

La sciamatura avviene comunque in seguito alla nascita di fuchi, senza i quali le regine vergini che vengono allevate nelle famiglie rimaste orfane non potrebbero essere fecondate.

Una famiglia di api può sciamare più volte durante il periodo critico ma se la sciamatura avviene in tarda estate è molto allarmante:

potrebbe infatti essere un alto tasso di infestazione da Varroa che spinge le api a sciamare.

La sciamatura è un fenomeno non gradito all'apicoltore per almeno due motivi:

Perdere uno sciame di api significa perdere parte del proprio capitale investito nell’attività, sia essa a livello hobbystico che professionale.

Inoltre la famiglia che sciama non sarà in grado di andare a melario poichè priva di un numero sufficiente di bottinatrici e si perderanno quindi i proventi della raccolta di miele.

API IN SCIAMATURA

MA PERCHE’ LE API SCIAMANO?

-Per natura

Come detto all’inizio dell’articolo la sciamatura è un istinto naturale delle api che le porta a dividere la famiglia di origine per crearne una nuova

-Per mancanza di spazio nell’alveare

Se l’ape regina non ha più cellette libere a sufficienza per continuare a deporre uova sente il bisogno di sciamare per avere nuovo spazio a disposizione.

-Regina vecchia

Con regine che superano i 2 massimo 3 anni aumenta l’istinto di sciamatura: questo perché il feromone che secerne la regina e che rende coesa la famiglia perde potenza e le api iniziano così ad allevare una regina nuova.

-Fattori esterni

In un alveare con un numero considerevole di api e magari già poco spazio a disposizione per la deposizione della regina la mancanza di circolazione d’aria e un’alta temperatura dovuta alla posizione in cui si trova l’arnia possono aumentare o velocizzare il fenomeno della sciamatura.

SCIAME CHE HA COSTRUITO FAVI NATURALI

favi abbandonati di uno sciame di api

SEGNALI DI IMMINENTE SCIAMATURA

-Celle reali

La presenza di celle reali è il sintomo più forte e sicuro di una imminente sciamatura, significa che le api stanno allevando una nuova regina per rimpiazzare la vecchia.

 -Interruzione della deposizione della regina

L’interruzione di deposizione da parte della regina può essere sintomo di sciamatura, essa infatti ha un addome troppo pesante per levarsi in volo e interrompendo la produzione di uova si riduce di peso e volume.

sciame di api

COME EVITARE LA SCIAMATURA

-Rimozione delle celle reali

La rimozione delle celle reali è fondamentale ma non sempre sufficiente per evitare la sciamatura.

Questo per almeno due motivi:

1-      Le celle reali non sono facilmente visibili e spesso qualcuna scappa al controllo!

Ne basta una dimenticata perché il lavoro sia vano!

 Ricordatevi infatti che in questo periodo gli alveari iniziano ad essere affollati di api che ricoprono il favo e vi si muovono freneticamente sopra impedendo una facile osservazione del telaio.

In più se il favo presenta delle irregolarità state pur certi che la cella verrà costruita proprio lì, lontana dallo sguardo indiscreto dell’apicoltore

2-      Con la presenza di celle reali già opercolate la famiglia è irreversibilmente in febbre sciamatoria e non servirà più a nulla rimuovere le celle.

In questo caso si può tentare di porre rimedio mettendo la regina in un polistirolo con api, scorte e poca covata e dando dei cerei da costruire sperando che, avendo più spazio a disposizione la febbre si blocchi.

La ricerca e l’asportazione delle celle va fatta ogni 3 giorni

-Aumento dello spazio a disposizione della famiglia

1-Con aggiunta di cerei da costruire

Innanzitutto già dalla ripresa primaverile l’apicoltore dovrebbe fornire alle api nuovi cerei da trasformare in favi a disposizione per lo stoccaggio del miele e per la deposizione della regina.

Lo stesso vale per l’acquisto dei nuclei, questi dovrebbero essere subito travasati in un’arnia più grande e forniti di cerei da costruire, almeno uno ogni settimana/ 10 giorni nel caso non vi sia forte importazione, altrimenti la costruzione è molto più veloce e si possono mettere anche due cerei alla volta nel caso di nuclei molto ben popolati e forti, oppure a distanza di tempo più ravvicinata.

2-Togliendo favi di covata

Per dare più spazio alla famiglia e decongestionare l’alveare l’apicoltore può attuare la rimozione di favi contenenti covata che sostituirà con dei cerei da costruire.

I favi oggetto di questa selezione sono senza dubbio quelli di covata opercolata, per un semplice motivo:

Se dobbiamo decongestionare l’alveare dobbiamo evitare che il numero di api aumenti in modo repentino e quindi sceglieremo di eliminare i favi con la covata prossima a sfarfallare.

Questi favi di covata opercolata possono essere utilizzati, assieme a d un favo almeno di covata fresca e uno di scorte, per imbastire un nuovo nucleo.

-Aumento della circolazione di aria

Per aumentare la circolazione dell’aria si possono fare almeno due cose utili:

-Togliere le porticine

Si dovrebbero togliere già all’inizio del flusso nettarifero, ma nel caso non lo aveste ancora fatto o le aveste solamente girate dal lato estivo toglietele del tutto.

-Togliete il cassetto diagnostico

Così l’aria circolerà meglio nell’arnia, raffrescando il nido.

-Mettete il melario

Anche se non vi è importazione mettete il melario, di modo che le api abbiamo più volume a disposizione: maggiore spazio per distribuirsi e più aria a disposizione se dati per tempo inibiscono in buona parte la febbre sciamatoria.

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